Il parco degli ulivi millenari

Martedì-8-settembre

Li nel declivio tra la riga verde del mare e la foresta c’è una creatura millenaria che porta su ogni riga della pelle millenni di storia.

Da quando Seth figlio di Adamo obbedì all’angelo che gli chiese di mettere sulle labbra del padre morente tre semi dai quali nacquero 3 alberi la storia si intreccia con la leggenda come il tronco del nostro protagonista.

Partiva da Creta all’incirca un millennio prima della nascita di Gesù una nave alla ricerca di nuove terre, una nave spinta dall’avventura e dalla curiosità, desiderio di conoscenza come solo può essere il piacere della bellezza e della scienza.

Sulla nave c’erano gli Japigi una antica popolazione di provenienza Illirica.

Soffiava un forte vento di sud est e la nave tagliava i flutti trasversali…troppo lontana Creta, troppo lontana anche quella penisola allungata come un ponte tra due continenti…

Il mare non fa sconti, si imbarca acqua cosa fare?…Non si puo’ tornare indietro; sperano i marinai per un approdo si lasciano trasportare dal vento e finalmente si scorge una costa, arrancano ma arrivano… come è attuale questa immagine , come è diversa la geografia, la geo-politica…la terra davanti è semideserta… Dopo giorni di cammino incontrano qualcosa che gli ricorda il pronostico dell’oracolo di Delfo: forse il naufragio li ha portati li perché devono restare li.

Ma dopo ogni naufragio e dopo ogni scoperta c’è ad aspettarci ancora oggi un ramoscello di ulivo e allora… poco distante da quel gruppo di tombe dove dormono il sonno eterno ranicchiati i resti di altri avventurieri, dando per scontato che la vita sia un avventura continua che finisce in un loculo in posizione flessa fra l’addome e le cosce come a proteggere un feto immaginario, si piantano dei semi, gli stessi del labbro di Adamo e attecchiscono alberi tra cui il mitico ulivo millenario che mi piace chiamare Olianto un insieme di Olivo e pianto come i miliardi di gocce di pioggia che ha raccolto, che lo hanno fatto rabbrividere, sorridere, contorcersi fino a diventare com’è oggi.

Se lo osservi bene e lo tocchi  li senti tutti questi momenti, ti entrano dentro con tutto il suo soffrire e nella sua resilenza a sopravvivere perché Olianto è come ognuno di noi lotta, soffre, sorride, produce ancora frutti solo che noi distorti e invecchiati abbiamo un tempo più breve lui invece è l’olivo millenario (3000 anni) della masseria Brancati che ci insegna a resistere con dignità e con amore per rimanere vivi.  

Scrivi un nuovo commento: (Clicca qui)

123homepage.it
Caratteri rimanenti: 160
OK Sta inviando...
Vedi tutti i commenti

Commenti più recenti

19.06 | 15:11

Ciao Rita ho appena finito di leggere il tuo libro #il nuoro
Lo trovo veramente bello
Ma quello che mi è piaciuto di più e' scoprire una donna cosi forte

...
07.05 | 18:39

Sono orgoglioso di essere tu figlio

...
27.07 | 07:56

Super mamma l'unica cosa che non inganna è l'amore di una madre verso i propri figli ciao

...
08.09 | 16:14
Il Nuoro e gli #Altr ha ricevuto 3
A te piace questa pagina