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Sto preparando la mosra per questo anno " I confini"

ho pensato a quelli della mente, del cuore, della paura, geografici! si accettano suggerimenti!

Cosa dire di Massimo Tranchina, eclettico, conformista, dicotomico? No; dirò semplicemente sognatore, un sognatore che trasporta il suo mondo interiore su tela, su carta intingendo il suo pennello nell’onirico, in quel mondo che di giorno sembra perso, svanito e che torna la notte inconsapevolmente a bussare alla porta dell’inconscio. I volti dei suoi dipinti sono duri, spigolosi come se per varcare la soglia del silenzio notturno le rughe avessero bisogno di diventare più marcate e gli occhi di diventare più attenti e qualche volta, ma solo qualche volta al femminile si concede una spruzzata di piume oppure semplicemente una rosa. I visi di tanto in tanto lasciano spazio alle mani che tessono reti, mani di parca, mani di carezze, mani di pescatore abituato a domare il mare. Straordinariamente può darsi che i volti possano incontrarsi in un bacio che essendo il primo potrebbe essere disperatamente anche l’ultimo e allora, sporto sull’abisso della solitudine il volto subisce una metamorfosi si trasforma in un tronco contorto avvolto su se stesso come in un vortice di valzer e dove sulla sua corteccia si possono trovare immagini irreali di gnomi lignificati. Ma nel fondale scenico del sogno trova sempre spazio come in un riscatto uno scintillio di mare o di sole irrealmente trasparente. E questa trasparenza continua nei vari paesaggi concessi in appalto alla nebbia, dove luce e controluce giocano a rimpiattino come fanciulli che si divertono ogni volta a riscoprire il mondo, quel mondo che ci regala ogni giorno il miracolo silenzioso delle stagioni, delle albe e dei tramonti. Il sogno si sa non ha bisogno di coerenza territoriale e il Canada e le Langhe possono coesistere comproprietari di acque e di nuvole. Ma come fanciulli alla scoperta di un mondo antico e nuovo, sempre uguale e sempre diverso, ci ritroviamo immersi di colpo nel liquido amniotico del mare, che corre, palpita, rimbalza, amante del vento e della lontananza; cavalcata fantasmagorica di milioni di gocce alla ricerca del nulla. Niente di più affascinante e primordiale del mare, la Pangea che ci ha creati che ci alleva che ci affratella nella curvatura estrema dell’orizzonte. Il mare canta, il mare culla, il mare urla. E fuori da questo insieme di azzurro, sulla terra, non molto lontano, in agguato creature misteriose e fiabesche ci affiancano, ci osservano si mimetizzano perché osservare, dipingere e amare è il senso irrisolto e stupendo della vita.

Lo spiraglio dell'alba
respira con la tua bocca
in fondo alle vie vuote.
Luce grigia i tuoi occhi
dolci gocce dell'alba
sulle colline scure.
Il tuo passo e il tuo fiato
come il vento
sommerge le case.
La città rabbrividisce
odorano le pietre
sei la vita, il risveglio.
Stella perduta
nella luce dell'alba
cigolio della brezza
tepore, respiro
è finita la notte.
Sei la luce del mattino.
Cesare Pavese
dedicato a tutti i genitori incasinati e non

Commenti più recenti

27.07 | 07:56

Super mamma l'unica cosa che non inganna è l'amore di una madre verso i propri figli ciao

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10.01 | 17:31
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28.08 | 18:19
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25.08 | 10:23
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